Un’ala che vola, una che àncora
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 18 agosto 2026 · 3 min di lettura

Ornella scrive dal Piemonte, Antonino risponde dalla Sicilia: mille chilometri e una linea che, sullo schermo, diventa un ponte tra energia e sostenibilità
Ornella lavora dal cuore del Piemonte, quarta regione più attiva della Rete: 188 connettori. Antonino risponde dalla Sicilia, sesta con 173. In mezzo, quasi mille chilometri e un’Italia intera — la Lombardia in testa a 440, l’Emilia-Romagna a 253. Sulla mappa sono due punti lontani. Sullo schermo, tra poco, saranno una linea sola.
Prima della call, Ornella guarda il puntino di Palermo e pensa: che c’entra un consulente energetico del Sud con il mio plastic credit? Lei si occupa di rifiuti plastici, di crediti verificati, di normative europee che ad agosto si fanno più severe — un mondo di packaging, logistica, aziende che devono azzerare il proprio impatto. Lui, dall’altra parte, ha costruito SEMPRECHIARO sull’efficientamento delle utenze aziendali: luce, gas, fotovoltaico, un check-up gratuito in quarantotto ore e un piano che taglia i costi di circa il trenta per cento. Due mestieri che, a occhio, non si sfiorano.
Poi Antonino compare nel riquadro e la prima frase disinnesca lo scetticismo. «Io non referenzio solo per soldi», dice, «cerco reciprocità vera.» Ornella sorride: è esattamente la sua stessa frase. Da lì la conversazione trova il suo ritmo — e succede una cosa che l’affinità astrale del report chiama, con parole precise, «sinergia da alleati strategici»: due Soli di fuoco, obiettivi chiari, nessuno che pesta il piede all’altro. Antonino consolida, custodisce ciò che funziona; Ornella spinge, apre strade nuove. Un’ala che vola, una che àncora.
Il bello arriva quando smettono di descrivere sé stessi e cominciano a passarsi contatti. Antonino presidia il Sud con una rete viva di piccole imprese, dieci-quarantanove addetti, che oggi lo chiamano per la bolletta ma domani dovranno rispondere alle regole ambientali. «Posso aprirti porte in Sicilia e Calabria», dice. «PMI che il tema sostenibilità non lo affrontano ancora, ma che presto non potranno evitarlo.» E gli studi legali, i commercialisti del suo territorio, che per i loro clienti manifatturieri cercheranno soluzioni di compensazione plastica: altri nomi da girarle.
Ornella ricambia senza esitare, ed è qui che le due frecce si incrociano davvero. Dal Nord porta consulenti ESG piemontesi e lombardi che cercano un partner per l’efficientamento energetico integrato — clienti pronti per il suo modello. Porta i supply chain manager e i procurement delle aziende di packaging e logistica, per lui bacini perfetti: consumatori di energia sotto stress, esattamente il suo cliente ideale. E porta i suoi esperti di economia circolare, gli impianti di riciclo che hanno macchinari da ottimizzare — dove il check-up di Antonino trova terreno fertile.
Non è il solito «ci aiuteremo a vicenda». È una cosa concreta: lui vede l’azienda manifatturiera come chi paga troppa energia, lei la vede come chi produce troppa plastica. Stesso capannone, due angoli diversi, un unico discorso da fare al cliente. Alternano i tempi con naturalezza: la pianificazione paziente di lui, lo slancio di lei che sa dove crescere.
Quando chiudono la videochiamata, restano cinque stelle da entrambe le parti e un’agenda già piena: lei prepara la mappa di due o tre PMI del manifatturiero da portargli, lui pensa ai primi affiliati del Nord a cui presentarla. Nessuno dei due ha "venduto" niente. Hanno solo scoperto che le loro reti, messe in fila, formano una filiera che nessuno dei due possedeva da solo.
Sulla mappa erano un puntino in Piemonte e uno in Sicilia. Adesso c’è una linea, e ci corrono sopra dei nomi.



