Non è la rubrica piena
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 22 agosto 2026 · 3 min di lettura

Silvia e Gianluca, due che parlano la stessa lingua per mondi diversi, scoprono che la rete comincia quando qualcuno fa il tuo nome
«Fare networking vuol dire collezionare contatti.» È il mito più duro a morire: una rubrica gonfia, un mazzo di biglietti da visita, una lista di follower. Come se accumulare nomi bastasse. Non basta. La rete comincia in un altro punto esatto: quando qualcuno, potendo scegliere chiunque, sceglie di fare il tuo nome. E questa è la storia di quel momento.
Silvia è medico veterinario, ma da anni fa una cosa che all’università non le hanno mai insegnato: aiuta i colleghi e le aziende del mondo pet a smettere di vendere servizi e cominciare a comunicare il valore che producono. Parla la lingua dei veterinari, ragiona con la logica del ROI. Gianluca, dalla stessa provincia milanese, è dietro Media Strategies: venticinque anni a trasformare il digitale delle PMI da costo in investimento misurabile — SEO, siti, la visibilità che oggi passa perfino da ChatGPT e Perplexity.
Si trovano in un bar tra una call e l’altra, due agende che per una volta si incastrano. Silvia arriva con un filo di diffidenza tutta sua: il mondo veterinario storicamente storce il naso davanti al marketing esterno, e lei per prima referenzia col contagocce, per qualità, mai per numero. Non è una che passa nominativi a raffica.
Poi Gianluca dice la parola che scioglie tutto: GEO. Ottimizzazione per i motori generativi. Silvia si illumina — è esattamente il terreno su cui lavora, il proprietario che chiede all’IA «miglior veterinario per la dermatite del gatto» e trova chi ha scritto per farsi trovare. Per venti minuti non sembrano due sconosciuti ma due che portano avanti lo stesso discorso da mondi diversi. C’è qualcosa, nei loro tempi, che combacia: l’affinità astrale del report la chiama «sinergia da costruttori con presa di terra» — lui che spinge dove conta, lei che consolida e verifica che ogni dettaglio tenga. Il Pesci e il Sagittario, ciascuno con il suo modo di dire la verità.
Ed ecco che il mito crolla da solo. Silvia non colleziona nulla: fa il nome di Gianluca. Apre — quando e a chi vorrà — la porta verso decine di veterinari, cliniche e ambulatori, in Lombardia e giù fino al Lazio, dove Media Strategies di solito non arriva. Sono microimprese che hanno esattamente il problema che l’agenzia risolve ogni giorno. E può farlo serena, perché il patto è già scritto: Media Strategies, come Referral Director, si è impegnata per contratto a ricambiare ogni connessione di valore. Il favore torna indietro, garantito.
Ma l’altra freccia è altrettanto nitida, e senza di essa la storia non starebbe in piedi. Gianluca non è solo chi riceve porte: mette in mano a Silvia uno strumento tecnico che lei può portare ai suoi clienti come partner che valida di persona — un team SEO/GEO dedicato, i siti, la Local SEO per veterinari. Le alza la credibilità in un settore diffidente, le dà qualcosa di concreto da offrire ai professionisti che segue. Lei porta la fiducia clinica, lui porta la macchina che rende quella fiducia visibile online. E poi ci sono le aziende mangimistiche, gli accessori, le attrezzature: il canale pet che Silvia coltiva e che è, insieme, l’ICP B2B che Gianluca cerca.
Quando si salutano, nessuno dei due ha in tasca un contatto in più da archiviare. Hanno qualcosa di diverso: due o tre nomi veri da qualificare insieme, un case study da preparare, una prima presentazione da fare a quattro mani. Feedback cinque stelle, e un mito sepolto senza rumore. La rubrica di Silvia era già piena da anni. La rete, quella, è nata oggi.



