Seicentosettanta incontri, e uno che parla due lingue
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 25 agosto 2026 · 3 min di lettura

Nazzareno semplifica l’AI, Elio apre le porte enterprise: due connettori romani che, invece di vendersi qualcosa, decidono di moltiplicarsi a vicenda.
Negli ultimi trenta giorni la Rete ha consegnato seicentosettanta incontri: chiamate che partono, primi messaggi, agende che si sfiorano, un brusio di professionisti che si cercano da una regione all’altra. Questa è l’unica in cui uno dei due, prima di parlare, ha paura di stare per perdere tempo con un venditore.
Perché all’inizio Nazzareno lo pensa davvero. Consulente romano di tecnologia e innovazione, dal 2019 vive di una cosa sola: prendere aziende confuse su AI e automazione e restituirle una roadmap che funziona anche quando il capo non è dietro la scrivania. Ha visto tanti "porto clienti" rivelarsi lead generici. Quando legge che dall’altra parte c’è un agente di commercio, Senior Account con quattordici anni dentro il mondo enterprise di telecomunicazioni ed energia, una parte di lui si irrigidisce: e ora chi vende a chi?
Poi si siedono, uno di fronte all’altro, a Roma. E la domanda giusta la fa lui, per primo: non "cosa mi porti", ma "come funziona il vostro percorso nel facility e nel sanitario?". Elio non aspettava altro. Racconta di un cliente accompagnato per quasi dieci anni — connettività, sicurezza, HR, logistica — e mentre parla si capisce che non è un procuratore: è uno che le relazioni le costruisce lente, con margini reali e tempi reali in tasca.
È lì che lo scetticismo si scioglie. Perché i due settori sembrano lo stesso — entrambi "tecnologia e innovazione" — e invece sono due mondi che quasi non si toccano. Elio ogni settimana entra da direttori IT e facility manager di aziende medio-grandi in cinque regioni: gente con budget per l’innovazione e chiarezza strategica pari a zero, terrorizzata di sbagliare sull’AI. Nazzareno lavora l’esatto opposto della scala: le PMI ambiziose, i direttori commerciali che sentono i competitor correre. Non si contendono nessuno. Si completano.
Le due frecce, allora, diventano concrete. Elio apre a Nazzareno una rete che da solo raggiungerebbe di rado: quei manager di facility, sanità, logistica ed energia che lo cercherebbero senza saperlo, più la credibilità di uno standard enterprise che quando ti presenta ti "valida" da solo. Nazzareno, dall’altra parte, non arriva a mani vuote: porta la sua metodologia di semplificazione che rende irresistibile un pacchetto di connettività e cybersecurity — basta aggiungere automazione e strategia — offre formazione interna ai team di Elio su AI e process design, e gli apre il proprio giro di consulenti strategici e business coach da presentare ai clienti che chiedono governance digitale. Non "ti presento gente": costruiamo insieme un’offerta che nessuno dei due, da solo, saprebbe firmare.
C’è pure qualcosa nei loro tempi che combacia, come nota l’affinità astrale del report — una "sinergia da consolidatori consapevoli". Elio, Bilancia, porta l’apertura e il ponte; Nazzareno, Scorpione, l’intensità e il colpo dritto all’obiettivo. Non competono, si alternano: uno mette il ragionamento inclusivo, l’altro la determinazione. Ed entrambi, adesso, sono in una fase di raccolta — l’idea di unire le forze non sembra un esperimento, ma una scelta saggia.
Si lasciano con qualcosa in mano tutti e due. Elio con l’idea di due o tre direttori commerciali che Nazzareno può intercettare prima di lui; Nazzareno con una porta enterprise che fino a ieri bussava a vuoto. Cinque stelle, e nessun venditore in vista.
Fuori, la Rete continua a ronzare: altri incontri che partono in questo istante. Ma questo, tra i seicentosettanta, è l’unico dove un pacchetto di connettività ha appena imparato a parlare la lingua dell’automazione.



