Due regioni che si guardano, e una linea di fiducia
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 27 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Marzia scrive dall’Emilia-Romagna, Emanuela risponde dal Lazio: due punti della mappa che decidono di diventare una rotta
Marzia scrive dall’Emilia-Romagna. A ottobre 2026 è la seconda regione più attiva della Rete: 266 connettori. Poco più a sud, il Lazio è terzo, con 237. In mezzo, sulla mappa, c’è una distanza che di solito separa. Qui invece, per una volta, chiede soltanto di diventare una linea.
Di qua Marzia, consulente in Emilia-Romagna sullo Sviluppo Sostenibile e il Welfare Aziendale: accompagna le PMI nel "Percorso volontario di Sostenibilità" — il WSME proposto dalla Commissione Europea nel luglio 2025 — tra deducibilità, sanità integrativa, pilastri ESG. Di là Emanuela, imprenditrice del benessere che da Roma ha costruito via social una rete di oltre mille clienti e accompagnato decine di collaboratori a crescere. Due mestieri che, letti in fretta, non si sfiorano.
Prima della videochiamata, Marzia confessa a se stessa un pensiero scomodo: cosa c’entra una specialista di sostenibilità con una che vende benessere? Teme di dover spiegare tutto da capo, di dover convincere. Poi lo schermo si accende, e succede il contrario.
Perché Emanuela parla subito la stessa lingua: il valore come investimento, non come costo. Il lungo periodo contro il risparmio immediato. L’ascolto prima della proposta. Marzia smette di spiegare e comincia ad annuire. Non deve vendere nulla: deve soltanto riconoscere qualcuno che già pensa così. C’è, tra i loro tempi, qualcosa che combacia — la stessa «sinergia da costruttori di reti» che il report chiamava affinità astrale, lei Leone che imposta e guida, Emanuela Gemelli che collega e amplifica, una che costruisce la struttura e una che la diffonde.
E qui le due frecce si disegnano da sole. Emanuela, che vive di marketing autentico e formazione commerciale, conosce esattamente i professionisti che Marzia cerca: agenzie che sanno raccontare la sostenibilità senza greenwashing, HR e formatori su leadership, imprenditori del Lazio e della Toscana che costruiscono team e si scontrano con turnover e cultura organizzativa — proprio le sfide che il WSME affronta. Non promette clienti generici: apre porte precise.
Marzia, in cambio, porta ciò che a Emanuela serve per alzare il proprio posizionamento: commercialisti e fiscalisti che capiscono la deducibilità del welfare, studi HR pronti ad ampliare l’offerta con la sostenibilità strategica, il linguaggio ESG con cui i collaboratori commerciali di Emanuela possono offrire "consulenza organizzativa consapevole" come valore aggiunto. E il nord Italia dove Marzia ha trazione — Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia — diventa territorio nuovo da attraversare insieme.
Il limite geografico, che all’inizio sembrava un muro, si rovescia in risorsa: ognuna apre all’altra porte che da sola non raggiungerebbe. Si danno un primo micro-impegno concreto, da fare presto: Marzia presenterà un commercialista che conosce la deducibilità del welfare, Emanuela introdurrà due o tre imprenditori che stanno cercando esattamente questo. Una referenza di prova, per verificare che la sinergia produca valore vero.
Alla fine della chiamata lasciano un quattro e un cinque stelle. Non il numero conta, ma ciò che resta: la sensazione di essersi riconosciute, non soltanto incontrate.
Sulla mappa, adesso, l’Emilia-Romagna seconda e il Lazio terzo non sono più solo due numeri in classifica. Sono due punti con una linea in mezzo — tracciata a mano, in direzioni opposte, da due persone che hanno deciso di portarsi qualcosa a vicenda.



