Milleottantaquattro incontri, e una squadra tra due regioni
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 20 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Elena porta cantieri e rogiti, Alessandro apre un portafoglio toscano che ha quarant’anni di storia. Una videochiamata basta a farli alleati.
Negli ultimi trenta giorni la Rete ha fatto incontrare milleottantaquattro coppie di professionisti: un brusio di chiamate parallele, primi messaggi, agende che si aprono per venti minuti. Questa è l’unica in cui una videochiamata unisce un cantiere bresciano a uno studio pisano aperto da quarant’anni. Un’arista e una viola, due province lontane, un elemento comune: l’aria.
Lei è Elena, consulente edile e immobiliare tra Lombardia e Toscana, quasi vent’anni di banca alle spalle e una grande rete immobiliare internazionale che la segue come un’ombra. Lui è Alessandro, dottore commercialista a Pisa, curatele fallimentari e consulenza societaria per imprenditori tra Pisa, Livorno e Siena: uno di quei professionisti che non si improvvisano, che hanno visto passare bilanci, crisi, ripartenze.
Prima della chiamata Elena si chiede se un commercialista con un’esperienza così lunga avrà davvero voglia di ascoltare un’idea che arriva da un’altra regione. Apre lo schermo quasi pronta a scusarsi del disturbo. Poi Alessandro sorride, parla piano, chiede del suo lavoro con la curiosità di chi non ha mai smesso di imparare. E la timidezza si scioglie in dieci secondi.
Il turno arriva quando Elena racconta la sua giornata vera: piccoli imprenditori edili all’apertura di un cantiere, agenzie immobiliari nel mezzo di una compravendita, privati dentro una ristrutturazione. Tutti, a un certo punto, con la stessa domanda sospesa: «e per il commercialista, a chi mi rivolgo?». Alessandro ascolta e capisce che quella domanda è esattamente la porta del suo studio. Lui consolida, lei agisce; lui dà perimetro e solidità, lei dà velocità e contatti freschi. Si trovano senza doversi spiegare tutto — c’è qualcosa, nei loro tempi, che combacia, come se l’affinità astrale del report, «sinergia tra visione e velocità», lo avesse già annotato prima di loro.
Le due frecce si disegnano da sole. Elena porta ad Alessandro imprenditori edili toscani e lombardi che cercano un commercialista per bilanci, contabilità e adempimenti dopo un cantiere; agenzie immobiliari e consulenti della sua rete internazionale che hanno bisogno di supporto fiscale-societario su compravendite e gestione patrimoniale; studi di design e interior con esigenze di consulenza strutturata; clienti privati che, tra mutui e documentazione bancaria, chiedono un commercialista di fiducia.
In cambio Alessandro apre a Elena il suo portafoglio: imprenditori e professionisti seguiti da quarant’anni tra Pisa, Livorno e Siena, molti dei quali prima o poi incrociano un’esigenza edile o immobiliare. La presenta ai suoi clienti con la credibilità di un commercialista storico, le mette a disposizione lo studio sugli aspetti fiscali dei contatti che lei porterà, e mette in chiaro — senza giri di parole — che per ogni cliente segnalato ci sarà una provvigione da definire insieme, caso per caso. Non una cortesia a senso unico: un canale che gira in tutte e due le direzioni.
Chiudono la chiamata con un primo passo già datato: entro la settimana Elena gli presenterà un cliente edile in target, come test di reciprocità. Lei spegne lo schermo con l’impressione di aver trovato non un fornitore, ma un alleato più solido di lei; lui con la sensazione di aver guadagnato un paio di occhi attenti su un territorio dove non arriva. Una feedback a quattro e cinque stelle lo conferma.
E mentre loro si salutano, il brusio della Rete continua: altre coppie, altre prime chiamate. Ma quei milleottantaquattro incontri hanno un merito — ogni tanto ne producono uno che diventa una squadra.



