La rubrica piena, e il nome fatto per primo
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 24 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Saverio e Andrea, due fornitori che bussano alla stessa porta — uno per i processi, l’altro per l’energia che li alimenta
«Networking vuol dire collezionare contatti.» È il mito più duro a morire: lo ripetono i biglietti da visita impilati nei cassetti, le rubriche gonfie di numeri che non hanno mai squillato. Una lista piena, si crede, è una rete. Non lo è. La rete comincia il giorno in cui qualcuno, potendo scegliere a chi affidare un cliente, fa il tuo nome — e lo fa per primo.
Questa storia è proprio quel giorno. Lo schermo di una call Zoom che collega la Lombardia al Piemonte, due uomini che non si erano mai parlati e che, in venti minuti, capiscono di bussare da anni alla stessa porta.
Saverio è imprenditore nell’energia e nell’ambiente: con Hub Project Italia porta agli imprenditori di PMI il fotovoltaico, l’accumulo, l’audit che trasforma una bolletta fuori controllo in un impianto che rende dal primo anno. Andrea, dall’altra parte dello schermo, è agente di commercio per ALASCOM: automazione industriale, robotica collaborativa, intralogistica venduta non come tecnologia astratta ma come ROI misurabile, a manifatturiere e logistiche con capannoni di proprietà in Lombardia e Liguria.
Due mestieri diversi. Lo stesso cliente. Lo stesso capannone: Andrea entra per efficientare i processi, Saverio per efficientare l’energia che quei processi divorano. Tetti enormi su cui lui vede nastri trasportatori e robot, e Saverio vede metri quadri di fotovoltaico inutilizzato. La sovrapposizione è netta — manifatturiero, logistica, produzione alimentare — e nessuno dei due, finora, aveva pensato di passare all’altro quello che vedeva.
Il turno della conversazione arriva quando Saverio dice, senza giri, il vecchio sistema: una mano lava l’altra. E qui la storia dispari gira nel suo modo più sereno. Hub Project ha messo nero su bianco una promessa — reciprocare, e ricompensare, ogni segnalazione di valore. Non tocca a Saverio muoversi per primo: tocca ad Andrea. È lui che fa il primo nome, che gira al collega un imprenditore del suo giro con la bolletta fuori controllo. E può farlo a cuor leggero proprio perché il patto scritto gli garantisce che il favore tornerà indietro. Il regalo dell’azienda non è un gesto che precede: è la garanzia che il gesto di Andrea non resterà senza risposta.
E la risposta è concreta, in due direzioni. Andrea apre a Saverio decine di capannoni assetati di efficienza, e soprattutto la Liguria, regione dove Hub Project ha poca presenza diretta e dove la rete piemontese colma un vuoto geografico. Saverio, in cambio, non si limita a ringraziare: gli rimanda nel suo giro gli imprenditori giusti per la robotica di ALASCOM, quelli che si lamentano di movimentazioni lente, di turni pesanti, di magazzini da ottimizzare — produzione alimentare, RSA, catene store, saloni auto, dove le azioni ripetute cercano un bot. Due frecce, non una.
C’è anche qualcosa, nei loro tempi, che combacia: il report la chiama affinità astrale, una sinergia da espansione consapevole. Saverio, Scorpione d’acqua, spinge i confini e accende l’accensione verso il nuovo; Andrea, Cancro, stabilizza, dà metodo, fa fruttare ciò che già funziona. Uno ha il gas, l’altro sa non sprecarlo — e si sente, nel modo in cui si danno appuntamento a sette giorni con un primo nome già in mente.
Si salutano con cinque e tre stelle, e con un elenco che non è una rubrica in più. Perché la rubrica, quella piena, non ha mai aiutato nessuno. Aiuta il nome fatto per primo — e stavolta, finalmente, qualcuno l’ha fatto.



