Il ronzio della Rete e una porta sul Nord Ovest
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 3 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Lorenzo custodisce decision maker IT in Piemonte e Lombardia. Miriam, con Segnalazione Vincente, ha il sistema per far fruttare quei contatti. Due frecce, una call.
Negli ultimi trenta giorni la Rete ha fatto incontrare ottocentotrentotto coppie di professionisti. Un ronzio continuo di chiamate, primi messaggi, agende che si aprono per venti minuti. Questa è l’unica in cui, da una parte, c’è un consulente che parla di migrazioni cloud e, dall’altra, una creativa che disegna libri che cantano il nome dei bambini.
Lorenzo fa consulenza informatica e TLC dal Cuneese: segue aziende medio-grandi che devono integrare sistemi legacy, mettere in sicurezza le reti, affrontare trasformazioni digitali che le loro competenze interne non reggono da sole. Il suo network è piccolo ma verticale, affilato sulla tecnologia. Miriam, dal riminese, è Social Media Manager certificata, ha lanciato MigaBOOK e dentro Segnalazione Vincente fa la Referral Director: costruisce reti di segnalazioni che si misurano, non si lasciano al caso.
Prima della call, Lorenzo ha una domanda scomoda in testa. I suoi clienti, prima o poi, chiedono sempre qualcosa che esce dal suo campo: un consulente di management, una mano su HR, una referenza finanziaria. Finora ha risposto come ha potuto, caso per caso, a memoria. Sa che gli serve altro. Ma non è lui a dover inseguire: fa il primo passo sereno perché dall’altra parte c’è una promessa già scritta. Segnalazione Vincente, per contratto, si impegna a ricambiare ogni connessione di valore — una mano lava l’altra, nero su bianco. A lui basta muoversi per primo.
E si muove. Porta sul tavolo quello che ha di più prezioso: i tre, quattro contatti più caldi del suo giro nel Nord Ovest. Decision maker e responsabili IT di aziende con budget consolidato, ticket alto, consapevoli del valore di una consulenza specializzata. Esattamente il profilo che l’ecosistema di Miriam cerca — e, dettaglio non secondario, Lombardia e Piemonte sono due regioni fuori dal presidio diretto di lei, che si muove tra Emilia-Romagna e Trentino. Non un doppione: un’estensione di territorio.
Lo schermo si accende e il ghiaccio si rompe in fretta — scoprono entrambi la passione per il fitness, una battuta sulla palestra e via. Poi si entra nel vivo, e qui arriva la seconda freccia, quella che Lorenzo aspettava senza dirlo. Miriam non riceve e basta: restituisce. Mette a disposizione la Rete Connettori, i Club Ambassador, i profili complementari in management, HR, finanza, marketing digitale che Lorenzo potrà offrire ai suoi clienti come referenze qualificate. E un sistema — app, tracciamento, metodo — per rendere scalabili e misurabili le raccomandazioni che oggi lui gestisce da solo, a trimestre, con la frequenza di chi non ha tempo da perdere.
Il bello è che nessuno dei due vende nulla all’altro. Lorenzo non è un cliente da acquisire: è una porta verso un segmento tecnico-decisionale che Miriam da sola non raggiunge. Miriam non è una fornitrice: è il motore che trasforma i contatti di Lorenzo in opportunità che tornano indietro. Lui apre il Nord Ovest, lei apre l’ecosistema. Due direzioni, non una.
Quando la call si chiude, restano due liste. Lorenzo ha i nomi da segnalare e la certezza che il favore tornerà. Miriam ha un varco verso imprenditori con cui, da Rimini, non avrebbe mai parlato. Cinque stelle, scambiate senza esitazione.
E fuori, la Rete continua a ronzare: altre centinaia di porte che in questo preciso momento si aprono da sole. Questa, con dentro un libro che canta e un sistema legacy da migrare, è solo una delle tante. Ma funziona.



