L’ottantacinque per cento e una stretta di mano via schermo
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 7 luglio 2026 · 3 min di lettura

Sergio stampa da quarant’anni, Mirko accende motori da dieci: si scoprono complementari a mille chilometri di distanza
L’ottantacinque per cento degli incontri dell’ultimo mese si è chiuso con quattro o cinque stelle. Ottocentosessantasei match consegnati in trenta giorni. Numeri che scorrono su uno schermo come titoli di coda. Questa è la cronaca di uno di quelli — quello che aggiunge un’unità a quella statistica, prima ancora che qualcuno riattacchi.
Sergio guarda il rettangolo scuro della webcam prima che si accenda. Ha iniziato a stampare nel 1984, ha il diploma di perito grafico e quarant’anni di inchiostro sotto le unghie: offset, digitale, cataloghi, riviste, i manuali delle Maserati. Per Kosmoprint, la realtà riminese che segue da consulente, conosce ogni piega della carta. Sa riconoscere in fretta chi ha davvero qualcosa da dirsi.
Dall’altra parte, da Torino, si accende Mirko. Trentenne, imprenditore, fondatore di Smart Service: campagne, CRM, funnel, assistenti intelligenti che rispondono al telefono e su WhatsApp a qualunque ora della notte. Oltre sette milioni di euro di contratti gestiti, un network di micro e piccole imprese sparso su sette regioni. Due uomini del marketing, sì, ma di due epoche diverse dello stesso mestiere: uno che consolida, uno che accende.
C’è, tra loro, qualcosa che combacia nei tempi. Sergio è di quelli che dicono «aspettiamo i dati», Mirko di quelli che dicono «muoviamoci adesso» — e invece di scontrarsi, la cosa li rinforza. Il report la chiama affinità astrale: una Terra paziente e un Fuoco che spinge, una sinergia da costruttori pragmatici. Sul monitor si vede solo che, dopo tre minuti, ridono già degli stessi viaggi.
Poi arriva il punto. Mirko lavora ogni giorno con agenzie immobiliari, ristoranti, strutture turistiche, piccoli retailer in Piemonte, Lombardia, Lazio, Toscana. Gente che compra i suoi funnel e i suoi assistenti AI — e che, prima o poi, ha bisogno di una brochure fatta bene, di un catalogo, di un packaging che non sembri fotocopiato. «Quella parte lì», chiede Sergio, «oggi chi gliela fa?» Mirko ci pensa. Nessuno di preciso. Ecco la porta.
Ma la stretta di mano, per reggere, ha bisogno di due mani. E Sergio ne ha una piena: Kosmoprint è un centro d’influenza con mille clienti attivi, imprenditori strutturati, aziende manifatturiere ed editoriali che ogni tanto guardano al proprio marketing come a un cantiere aperto. Sono esattamente le realtà a cui Mirko può proporre una campagna, un CRM, un assistente che non fa perdere una chiamata. Sergio apre il Piemonte a Kosmoprint dove ha meno presidio; Mirko trova, nella rete riminese, i clienti che a lui servono per crescere. Una mano lava l’altra, il vecchio sistema applicato bene.
Si lasciano con dei compiti veri, non con delle promesse. Sergio prometterà una scheda del cliente ideale e un esempio concreto — magari il materiale promozionale per un’azienda del turismo. Mirko passerà in rassegna il suo network e tirerà fuori uno, due nomi caldi con esigenze di stampa. Poi si aggiorneranno, senza fretta ma senza far raffreddare niente.
Quando la chiamata si chiude, sullo schermo torna il buio. Ma qualcosa è cambiato: uno degli incontri di questo mese ha appena scelto da che parte stare, nell’ottantacinque per cento. Con quattro, cinque stelle, e due elenchi di nomi da preparare.


