Lo stratega e l’architetto del traffico
di Oscar Dalvit · Pubblicato il 30 giugno 2026 · 3 min di lettura

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Due toscani del marketing scoprono che i loro mestieri non si fanno concorrenza: si tengono per mano
C’è un momento, prima di ogni videochiamata con uno sconosciuto, in cui si pensa che sarà tempo perso. Lorenzo conosce bene quella vocina. Apre il portatile, sistema la luce, e mentre la cornice della call si carica si chiede cosa potranno mai dirsi due persone che fanno, sulla carta, lo stesso mestiere. Marketing e marketing. Suona come un duello, non come un incontro.
Dall’altra parte dello schermo, da Prato, compare Giovanni. Consulente SEO, di quelli che partono sempre dai dati: audit tecnici, intent di ricerca, architetture di contenuti pensate per arrivare in cima alle ricerche e restarci. Lorenzo, da Pisa, è l’altra metà del cielo: marketing strategico, piani trimestrali, ecosistemi costruiti per durare un anno e rinnovarsi. Marketing Manager in un’azienda che disegna e-commerce su Magento, con clienti che pesano.
Bastano i primi minuti perché il duello immaginato si sciolga. Non si pestano i piedi: si concatenano. Lorenzo lavora a monte — la visione, la rotta, il posizionamento. Giovanni lavora a valle — la struttura del sito, le query che valgono, il traffico che diventa richieste vere. Un imprenditore che chiama Lorenzo per mettere ordine nel suo marketing, prima o poi avrà bisogno esattamente di un Giovanni per far emergere il sito dal silenzio. E un’azienda che ingaggia Giovanni per la SEO, quasi sempre, è orfana della strategia più ampia che Lorenzo sa costruire.
Il discorso si fa concreto in fretta, come piace a entrambi — nessuno dei due cerca la prestazione spot, quella che si esaurisce in un funnel e via. Lorenzo racconta degli store su cui mette le mani ogni giorno: e-commerce che fatturano, marchi noti, siti tecnicamente robusti ma con angoli organici mai toccati. È il cliente che Giovanni descrive a memoria quando parla del suo ideale. Lorenzo ha già due o tre nomi in testa — qualche realtà del suo giro Magento, professionisti del network digitale in cui si è formato, persino qualche sito istituzionale del mondo sportivo che conosce da vicino — che hanno un sito e zero visibilità. Profili perfetti per le mani di Giovanni.
Ma la conversazione non viaggia su una sola corsia. Giovanni ha una rete piccola e radicata nel tessuto imprenditoriale toscano: titolari di PMI con e-commerce attivi, agenzie pratesi e fiorentine che fanno SEO ma sono senza uno stratega, studi creativi e case editrici già "educate" al digitale. È esattamente il terreno dove Lorenzo vuole mettere radici e ancora non ne ha. Due reti che si aprono a vicenda: chi porta i clienti che servono visibilità, chi porta gli interlocutori che servono strategia. Nessuna freccia a senso unico.
A un certo punto si capiscono prima ancora di finire le frasi — uno solleva le domande scomode, "e questo cosa potrebbe andare storto?", l’altro arriva con la risposta coraggiosa, "facciamolo accadere". Il report parlava di un’affinità astrale da «visionari complementari», due temperamenti di Fuoco che si intendono al volo nei momenti di tensione: a vederli scambiarsi idee a quella velocità, è difficile dargli torto. Uno scava nei dettagli e prepara il terreno, l’altro crea lo slancio e la visibilità. È la combinazione di chi i progetti li porta davvero dal disegno alla realtà.
Quando chiudono la chiamata, restano due elenchi. Lorenzo ha nomi da girare a Giovanni — e-commerce e siti che aspettano solo di essere trovati. Giovanni ha imprenditori toscani da presentare a Lorenzo — aziende pronte a costruire, non a tappare buchi. Lo schermo si spegne, ma la sensazione è quella di chi ha trovato non un concorrente, bensì il pezzo mancante della propria filiera.


